Renato Amantini (1938-2013) rivela fin da giovane un forte attaccamento al mondo dello sport e del ciclismo in particolare. Dalla fine degli anni ’60 si è dedicato con entusiasmo e competenza, in qualità di direttore sportivo, alla crescita di giovani ciclisti appartenenti a squadre locali. Negli anni ’80 ha ricoperto la carica di consigliere provinciale della Federazione Ciclistica Italiana dalla quale riceve, nel 1984, la Targa d’Argento. Nel 2002, giovandosi delle numerose testimonianze raccolte negli anni come documentarista sportivo e della sua “memoria ciclistica”, pubblica il libro Città di Castello la mia città, il mio ciclismo. Memorie storico-sportive. Un secondo testo in preparazione non fu completato in seguito alla morte di Amantini.
 
Caratteristiche del fondo
Il fondo, meticolosamente raccolto nel corso degli anni da Amantini, è confluito nell’archivio dell’Istituto nel giugno del 2015, a seguito della donazione fatta dal figlio Enzo. Lo costituiscono materiale documentario, fotografico e cartaceo attinente al mondo del ciclismo altotiberino e dello sport. È suddiviso in tre partizioni: la prima contiene fotografie – originali e in copia fotostatica -; la seconda pagine di quotidiani, ritagli di articoli, opuscoli, periodici – originali e in copia fotostatica -; la terza documentazione tecnica inerente squadre ciclistiche e materiale vario.
Il fondo si compone di 30 raccoglitori, 14 album di fotografie, 2 cartelline, 10 buste con fotografie sciolte, conservati in 36 contenitori. Estremi cronologici: 1900-2014.