Cecchini Ettore e famiglia

CECCHINI ETTORE E FAMIGLIA

 

Ettore Cecchini (1867-1941), figlio di Michele e di Costanza Marcacci, nel settembre del 1895 viene nominato vicepretore del mandamento di Umbertide per il triennio 1895-1897. A partire dall’anno successivo inizia ad esercitare la professione a Città di Castello, e nel 1911, viene nominato conservatore e tesoriere dell’Archivio Notarile Mandamentale tifernate. Durante il suo operato pubblica un testo, ancora oggi utilizzato dagli studiosi, sulla storia del notariato a Città di Castello in cui fornisce l’elenco dei notai operanti nel comune tifernate dal 1328 al 1899 (E. Cecchini, L’Archivio notarile e il notariato a Città di Castello, Città di Castello, Tipografia dello Stabilimento S. Lapi, 1899). Appartiene alla massoneria, diventandone Grande Maestro, e guida la Loggia tifernate XI Settembre. Milita anche nella sezione tifernate del partito repubblicano. È consigliere comunale e assessore dal 1909 al 1914.

Il 17 aprile 1895 sposa Clelia Mannucci figlia di Eugenio, altro importante notaio tifernate. Da lei ha due figli Aldo Manuzio (1896-1962) e Gino (1897-1977). Aldo sposa Ela Pierangeli ed ha con lei i figli Nello, Licia e Floriana. Il secondogenito segue le orme paterne ed inizia ad esercitare la professione di notaio a Città di Castello nel 1934. Ettore Cecchini è morto il 21 dicembre 1941.

 

Caratteristiche del fondo

 

Il fondo è costituito dalla documentazione appartenuta alla famiglia. Le carte sono pervenute in archivio in due momenti distinti: una prima parte è stata acquistata dal presidente dell’Istituto, Alvaro Tacchini, presso l’OMG – Operazione Mato Grosso – e in un mercatino antiquario; la seconda parte è stata donata da Floriana Cecchini, figlia di Aldo Manuzio.

L’archivio risulta costituito da documentazione professionale prodotta dallo studio notarile e trattenuta per uso personale (copie e trascrizioni di atti prodotti per uso interno all’ufficio). Una parte più esigua riguarda la documentazione prodotta dallo studio notarile (libri paga, libri cassa, ecc.) e quella personale e privata prodotta dalla famiglia stessa (fotografie, corrispondenza, carte relative al figlio di Ettore, Aldo, e alla gestione del patrimonio di famiglia).

Il fondo risulta costituito da 10 buste, 7 fascicoli, 3 sottofascicoli, 5 registri, 1344 copie di atti (439 redatti da Ettore, 905 da Gino), 146 fotografie, 42 lettere. Estremi cronologici: 1875-1974.

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