Corsi Vito e famiglia

CORSI VITO E FAMIGLIA

 

Le carte della famiglia Corsi nel 2008 sono state donate all’Istituto da Fabiano Acquisti, che ne era entrato in possesso dopo la loro dispersione.

I Corsi di Città di Castello sono stati una famiglia notevole di proprietari terrieri, alcuni dei quali hanno ricoperto importanti incarichi pubblici. Antonio Corsi compare tra i primi azionisti della locale Cassa di Risparmio, fondata nel 1855. Il figlio Giuseppe fu più volte eletto consigliere comunale e divenne anche assessore. Tenne la presidenza della Cassa di Risparmio di Città di Castello dal novembre 1882 al 1915, anno della sua morte. Inoltre fu Subeconomo ai Benefici Vacanti, consigliere di amministrazione della Congregazione di Carità, consigliere provinciale, cassiere del Comitato promotore della Ferrovia Appennino Centrale, presidente del Consorzio per la Ferrovia Umbro-Aretina e collaboratore di fiducia del barone Leopoldo Franchetti. Giuseppe, sposato con Elisabetta Franchini, ebbe sette figli: Tonina, Caterina, Antonio, Corso, Alfonso, Vito e Veronica.

Corso Corsi fu comandante dei pompieri di Città di Castello e fra i componenti, insieme al fratello Vito, della Guardia Civica che nel giugno-luglio 1944 protesse la città durante il passaggio del fronte. Il generale Vito Corsi, decorato al valore militare nella Grande Guerra, dopo la Liberazione fu posto a capo del Comitato Ponti, incaricato di ripristinare le comunicazioni dopo le distruzioni della guerra.

 

Caratteristiche del fondo

 

Il fondo è costituito prevalentemente da lettere e cartoline indirizzate ad alcuni membri della famiglia Corsi di Città di Castello – in particolare a Giuseppe Corsi, Elisabetta Franchini, Corso Corsi e Vito Corsi.

Contiene inoltre: carte relative all’amministrazione del patrimonio familiare da parte di Corso Corsi; documenti relativi a vertenze giudiziarie della famiglia e allo svolgimento della professione militare da parte di Corso Corsi e, soprattutto, di Vito Corsi.

Le pubblicazioni a stampa presenti riguardano principalmente gli studi svolti da Vito presso il Collegio militare di Roma, la Scuola militare di Modena, la Scuola centrale di tiro di fanteria di Parma e la Scuola di guerra di Torino.

I documenti sono accorpati in 13 quaderni-registro e 3 buste; in una scatola sono inoltre conservati periodici, manifesti e carte geografiche e topografiche. Estremi cronologici: 1877-1978.

 

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