Marinelli Dino

MARINELLI DINO

 

Dino Marinelli (Città di Castello, 1933) è autore di volumi e di articoli di storia e di cronaca tifernate. Il padre Raffaele, capomastro edile, è stato segretario della Camera del Lavoro ed esponente socialista; la madre, Adele Graziotti, ha gestito per anni l’“Osteria di Stefano”, in via XI Settembre nel rione San Giacomo.

Dapprima custode-bidello presso le palestre comunali, Marinelli ricopre dal 1981 al 1998 l’incarico di custode della Pinacoteca Comunale, contribuendo significativamente a valorizzarla sia tra la popolazione locale sia tra i visitatori forestieri.

Attivista politico tra le file del PCI, collabora, negli anni ’70-’80, in qualità di corrispondente locale con il giornale del partito “L’Unità”. Troviamo la sua penna anche in altre testate (“La Nazione”, “Il Corriere dell’Umbria”, “Il Messaggero”, “L’Astrolabio”, “La Rivendicazione”), per le quali in genere scrive pezzi di cronaca, di costume e di aneddotica storica. Scrive inoltre ininterrottamente per il mensile “L’Altrapagina” dal 1984.

Proficua la produzione libraria. Marinelli è autore di Cronache d’epoca, Fatti e misfatti di ieri e ieri l’altro a Città di Castello (1991), Storie castellane (1994), Ci vedemo ‘n piazza (1997), Le scarpe del cugino (1999), Lasceme ‘l torsciolo (2000), Il giro delle quattro porte (2002), Leggende e storie castellane (2004), Cronache castellane tra pèzi e bocòni (2007), Storie di vicoli e dintorni (2010), Buonanotte suonatori (2014). Editi tutti dalla casa editrice “L’Altrapagina”, i volumi costituiscono una imprescindibile fonte di informazione per la storia e il folklore del territorio tifernate.

Il fondo è stato donato da Dino Marinelli nel febbraio 2015.

 

Caratteristiche del fondo

 

L’insieme del materiale offre preziose informazioni sulle vicende politiche, culturali e sociali del ’900 a Città di Castello. In particolare permette di ricostruire dettagliatamente gli eventi che hanno riguardato la Pinacoteca Comunale tifernate negli ultimi venti anni del secolo.

La documentazione donata è stata ricondotta a tre serie: corrispondenza e carte personali (include la documentazione prodotta nel corso dell’attività lavorativa); fotografie, quotidiani, opuscoli, periodici, materiale politico-propagandistico (di natura più collezionistica, la serie contiene documenti raccolti nel corso degli anni da Marinelli, e prima di lui dal padre Raffaele); ritagli ed estratti di giornali. È presente anche un album fotografico dei primi anni ’20 del ’900, con aspetti di vita quotidiana dei bambini ospitati nella Colonia “Paterna Domus” di Città di Castello, per contadini orfani di combattenti della Grande Guerra.

Il fondo si compone di 57 fascicoli, 207 sottofascicoli, conservati in 12 faldoni/buste. Estremi cronologici: 1839-2014.

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