I volontari di Città di Castello nel Gruppo di Combattimento “Cremona”
La pubblicazione, promossa dall’Istituto “Venanzio Gabriotti” e dall’ANPI di Città di Castello di Città di Castello è il frutto della riflessione e della rielaborazione degli Atti che riguardano i due convegni tenuti a Città di Castello – il 28 novembre 2015 e il 21 maggio 2025 – sulle vicende del Gruppo di Combattimento “Cremona”. In tali convegni si è voluto ricordare l’esperienza bellica di 88 tifernati, su 174 volontari dell’Alta Valle del Tevere, provenienti da vari strati sociali e di diversa fede politica, desiderosi di portare la libertà dove ancora non c’era.
Tra gennaio e febbraio 1945 partono da Città di Castello (già liberata il 22 luglio 1944) numerosi volontari spinti da un incredibile slancio di generosità, al fine di liberare quella parte d’Italia ancora sotto il giogo nazi-fascista. Entrano per primi ad Alfonsine, un comune romagnolo sulla linea del fronte devastato dalle truppe naziste; da questa vicenda è nato con quella comunità un legame profondo, rimasto immutato nel tempo.
La diversità delle idee dei volontari non costituisce un elemento di divisione, ma una ricchezza che influisce positivamente sulla futura organizzazione politico-sociale della cittadina.
Città di Castello e Alfonsine condividono quei valori fondamentali che affondano le loro radici nella lotta della Liberazione, ancora attuali nel contesto geopolitico. E così quel 10 aprile 1945, con l’ingresso in paese dei soldati italiani del Gruppo di Combattimento “Cremona”, anche gli Alfonsinesi possono dirsi liberati da una difficile e prolungata occupazione. Questi generosi volontari sono portatori di un’idea nuova di esercito; si tratta cioè di una visione ideale di “armata di popolo” dalla matrice risorgimentale e democratica.
Nel volume possiamo apprezzare i contributi di Alvaro Tacchini “I volontari di Città di Castello nel Gruppo di Combattimento Cremona”; dello storico Nicolò Da Lio “Eventi del ‘Cremona’ e contributo degli altotiberini”; di Antonietta Di Carluccio (direttrice del Museo del Senio) “Le vicende belliche del Cremona”; di Albertina Soliani (presidente dell’Istituto Cervi e vicepresidente nazionale ANPI) “Memoria e ‘Cremona’: 80 anni dopo”; di Gianfranco Pannacci “Il patrimonio riformista della Resistenza tifernate”; di Giovanna Mariucci “Testimonianze dei volontari tifernati”.
Il volume elenca inoltre i volontari tifernati, con brevi schede anagrafiche e informazioni sulla loro attività bellica e partigiana.
La pubblicazione è stata possibile grazie a Sandro Ferri, figlio del Tenente Enrico Ferri volontario del “Cremona”, che ha messo a disposizione le sue competenze di editore (Edizioni E/O) per far conoscere le vicende della liberazione di Alfonsine.