Giulio Pierangeli. Scritti politici e memorie di guerra

Lignani Antonella. A cura di Tacchini Alvaro
Petruzzi Editore, Città di Castello, 2003.
Città di Castello

ANTONELLA LIGNANI

 

Giulio Pierangeli. Scritti politici e memorie di guerra

 

A cura di Alvaro Tacchini

 

L’opera raccoglie una importante e ampia documentazione su un uomo che, come Giulio Pierangeli (1884-1952), per gli incarichi ricoperti in varie istituzioni, per la lucidità dell’analisi politica ed economica e per l’autorevolezza acquisita, ha determinato scelte importanti per Città di Castello e l’intera vallata. In effetti, Pierangeli è stato il testimone di una generazione che ha conosciuto due guerre, le lotte per l’emancipazione della classe lavoratrice, il fascismo, i difficili anni della ricostruzione. Durante tutta la vita non ha mai cessato di agire, di progettare, di consigliare, di scrivere e soprattutto di educare. Simbolo di questo stile di vita è la marca tipografica della casa editrice “Il Solco” da lui fondata insieme a don Enrico Giovagnoli e a Gustavo Bioli nel 1920: una vanga sulla quale è appoggiato un libro, con scritto il motto “Dissodare”.

Il volume a lui dedicato ne ricostruisce la figura e l’opera e presenta una raccolta degli scritti più significativi, volti a diffondere le idee socialiste e federaliste, a descrivere gli eventi della seconda guerra mondiale e ad illustrare la realtà locale, piccola e provinciale, ma viva e ricca di fermenti. Sono momenti di storia che merita ricordare e conservare.

I curatori del volume (Antonella Lignani e Alvaro Tacchini) presentano da due diverse angolature la figura dell’avvocato tifernate; l’una infatti si sofferma a descrivere L’uomo e l’intellettuale, l’altro L’uomo e il politico. In effetti, Giulio Pierangeli fu sempre un uomo politico assai attivo, ma la sua attività politica non fu mai disgiunta dall’approfondimento intellettuale. In questo seguiva i suggerimenti e gli stimoli dell’Università di Roma, dove era stato discepolo del grande economista Maffeo Pantaleoni. Lo motivarono molto anche le vicende editoriali, nelle quali fu coinvolto in prima persona: dalla conduzione, come abbiamo già detto, della Casa Editrice “Il “Solco”, alla collaborazione alla rivista “La Critica politica”, diretta da Oliviero Zuccarini (1921-1926, 1945-1950).

L’orientamento politico di Pierangeli fu sempre socialista. Egli comunque si ispirava in primo luogo a Proudhon, del quale aveva tradotto e pubblicato per “Il Solco”, La capacità politica delle classi operaie, e solo secondariamente Marx, del quale pure aveva pubblicato una parte del Capitale. Asseriva anzi di essere un “marxiano ereticale”; Proudhon lo coinvolgeva perché lo sentiva vicino al mondo contadino e rurale, che tanto amava, mentre Marx era legato alla realtà urbana e industriale. Questo orientamento politico lo portò ad una attività pubblica fino al 1926, quando gli fu negata dal regime fascista anche la possibilità di continuare il suo lavoro di segretario della Congregazione di Carità; in quello stesso anno sia “Il Solco” che “La Critica Politica” dovettero fare i conti con i controlli del regime, e in particolare la rivista dovette sospendere le pubblicazioni, riprese solo nel secondo dopoguerra.

L’opera a lui dedicata contiene dunque la ristampa di molti scritti di carattere politico, alcuni dei quali pubblicati con gli pseudonimi di Feuerbach e di F. Arieli. Tra questi ricordiamo in particolare Aristocrazia operaia e borghesia umanistica, pubblicata in “La Critica politica” del 1945 (n. VII). Per quanto riguarda la seconda guerra mondiale, ricordiamo soprattutto Dal 25 luglio 1943 al 22 agosto 1944. Cronaca di Città di Castello e le Lettere alla figlia (durante lo sfollamento del passaggio del fronte).

Da tutti questi scritti emerge la figura di una personalità indubbiamente sicura delle sue idee, ma capace di accogliere anche l’avversario politico e di affermare, in una lettera alla figlia durante il passaggio del fronte, che si doveva “rispondere al male col bene”.

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