Il volume contiene il racconto della prigionia in Germania scritto da un falegname di Città di Castello subito dopo la sua liberazione dal campo di concentramento dove era internato insieme ad altri militari catturati dai tedeschi. Il tono della naeeazione è brusco, diretto, non privo di termini dialettali. I sentimenti provati durante la prigionia (in realtà i tedeschi definirono dapprima i militari italiani “internati”, e poi “lavoratori civili”, cosa che in un certo senso peggiorò la loro condizione) sono descritti con molto pathos e viva partecipazione. Drammatiche le pagine relative al ricovero di Ferdinando Lazzari in un ospedale tedesco. Lancinante il ricordo della fame provata, che tuttavia non spinse la quasi totalità dei prigionieri ad arruolarsi nelle SS.

Il volume contiene anche i Ricordi di Prigionia di Lorenzo Rubechi e documenti dell’internamento in Germania conservati da un altro prigioniero di guerra, il carabiniere tifernate Nazzareno Scarscelli.